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Lettera al Direttore di "l'Unità"

Lettera al Direttore di “l’Unità” sull’articolo “Da predicatore vaticano a supporter di Arkeon”

Questa mia risposta all’ articolo pubblicato oggi, 9 aprile, dal giornale ” L ‘unità”, non è una difesa, perché non ho nulla da cui difendermi, ma è un doveroso gesto di rispetto per tutti quelli che hanno fiducia nella Chiesa e in me. In un Paese democratico e libero, come il nostro, in cui ognuno può dire ciò che crede, anche a danno degli altri, mi sembra giusto che chi è messo sotto accusa dica il suo punto di vista…

Nel 2004 ho conosciuto Vito Carlo Moccia che partecipò ad una puntata della Rubrica televisiva ” A sua immagine” e venni a conoscenza della Associazione da lui fondata. Mi sembrò che tale Associazione svolgesse un’ opera molto bella, ma tutto finì lì, io non ho mai partecipato a nessun incontro, né mi sono mai interessato di quel che accadeva nell’ Associazione e intorno all’ Associazione. E’ vero che ad una mia Celebrazione a Milano, partecipò Vito Carlo Moccia e tanti suoi discepoli, ma non ero lì per loro, né erano stati invitati da me. Non avevo approfondito i dubbi che intanto sorgevano su questa Associazione e, comunque, non vedo cosa ci sia di negativo il salutarli in sacrestia…

E’ vero che qualche persona mi segnalò sue specifiche tragedie familiari prodotte dal metodo Arkeon, ma ricevetti anche tante dichiarazioni da persone che dicevano di essere state salvate da suddetta Associazione; io non appartengo a tale Associazione, non l’ ho mai frequentata e Vito Carlo Moccia mi ha sempre dato l’ impressione di una persona onesta, per cui ho cercato di incoraggiare queste persone, ritenendo che l’ errore di singoli “maestri” non dovessero portare al giudizio negativo per tutta l’ Associazione.

Carissimo giornalista, sig. Bellu, questo non è un negare l’ esistenza di fatti ed è la stessa cosa che riaffermo anche per quel che riguarda la Chiesa: il problema della pedofilia è reale e i sacerdoti che hanno sbagliato devono pagarne le conseguenze, ma non si può penalizzare tutta la grande massa di sacerdoti ” sani e onesti” che danno la loro vita per il bene delle persone a loro affidate!

Non può negare che numerose Associazioni, per i più svariati motivi, ricevono accuse e denuncie ed io pensavo che anche le accuse mosse ad Arkeon facessero parte di queste, proprio per questo motivo, avvisai Vito Carlo Moccia perché potesse rendersi conto di cosa stesse accadendo all’ interno della sua Fondazione.

Era sorta in me la convinzione che qualcuno dei “maestri” avesse abusato della fiducia di Vito Carlo Moccia, ma non pensavo alla negatività dell’ Associazione, perciò, in un’ altra puntata della Rubrica religiosa ” A sua Immagine”, intervistai una persona che aveva ricevuto dei benefici da Arkeon, ma volutamente non feci cenno alla suddetta Associazione, non per dare l’ impressione di non conoscerla, come si insinua nell’ articolo, ma proprio perché a me interessava solo il messaggio religioso e non fare propaganda ad Arkeon.

Poi c’ è stato il servizio di Striscia la notizia… ed anche ora io ripeto che personalmente non sono venuto a conoscenza di nessun abuso, che altrimenti sarei stato il primo a denunciare e condannare: non si denuncia, se non si è testimoni, non si denuncia solo per aver ricevuto due lettere e, ripeto, informai Vito Carlo Moccia perché accertasse la verità.

Da allora il mio rapporto, tra l’ altro saltuario, con Vito Carlo Moccia si è interrotto, in attesa che si pronunci la Magistratura.

Un’ ultima parola sulla frase ” presa di distanze imbarazzata e tardiva, come le scuse alla comunità ebraica dopo la gaffe sull’ antisemitismo”: le mie scuse ai fratelli Ebrei erano reali e convinte perché non intendevo offenderli, le mie intenzioni erano ben altre e, se essi, andranno a rileggere i miei passati interventi sull’ Ebraismo, troveranno sempre e solo stima e amicizia, sentimenti che in me non sono mutati.

Mi è sembrato doveroso chiarire questi punti perché è giusto che chi legge, sappia il parere di tutte le parti in causa, quel che mi dispiace è che in questo momento storico, ogni cosa serve per buttare fango sulla Chiesa, come in questo caso di Arkeon, solo perché ho il compito di Predicatore della Casa Pontificia.

P. Raniero Cantalamessa